Il 16 maggio sarà svelata la collaborazione tra Swatch e Audemars Piguet, e l’attesa è già altissima: secondo le indiscrezioni potrebbe nascere una versione in bioceramica del leggendario Royal Oak, ribattezzato “Royal Pop”.
Negli ultimi anni Swatch ha già dimostrato di saper trasformare partnership prestigiose in autentici fenomeni di mercato. Prima con Omega e la celebre linea ispirata allo storico Speedmaster, poi con Blancpain, che ha reinterpretato il primo orologio subacqueo della storia in occasione del suo 70° anniversario.
Non si tratta di orologi numerati o prodotti in quantità limitata, ma di modelli che hanno comunque conquistato i collezionisti: sono orologi esclusivi distribuiti soltanto in alcune boutique Swatch delle grandi città. I modelli ispirati agli Omega hanno un prezzo intorno ai 300 euro, mentre quelli dedicati a Blancpain — dotati di movimento meccanico automatico invece del classico quarzo — arrivano a circa 400 euro.
L’ipotesi di un Audemars Piguet firmato Swatch ha già acceso il dibattito tra gli appassionati del marchio svizzero. Per alcuni sarebbe una clamorosa caduta di stile per una maison simbolo dell’alta orologeria; altri sono arrivati perfino a parlare di boicottaggio o a minacciare di vendere i propri modelli.
Eppure i precedenti raccontano tutt’altra storia. Né Omega né, soprattutto, Blancpain hanno subito contraccolpi d’immagine o cali nelle vendite. Al contrario, le collaborazioni con Swatch si sono rivelate operazioni di marketing estremamente efficaci, capaci di avvicinare nuovi appassionati ai marchi storici e di alimentare l’interesse anche verso i modelli più esclusivi.
Su come saranno davvero questi “Royal Pop” resta ancora il massimo riserbo. Le immagini che circolano in rete sono interpretazioni generate con l’intelligenza artificiale. Ma se il passato insegna qualcosa, è facile prevedere che anche questa collaborazione farà parlare molto.
Photo credit: Swatch



