In Italia la costituzione non prevede per i parlamentari il vincolo di mandato.
Se un parlamentare eletto con un partito cambia idea può migrare in un altro partito o entrare nel gruppo misto che attualmente conta circa tredici membri alla camera ed una decina in senato.
La scorsa legislatura ha contato circa 300 cambi di casacca; in questa sono circa 60, il più recente è quello della deputata PD Elisabetta Gualmini che è passata ad Azione.
Alcuni partiti, soprattutto i Cinque Stelle che hanno avuto molte defezioni in passato (chissà se legate al fatto che rinunciano ad una parte cospicua dello stipendio), sono da sempre a favore del vincolo di mandato.
Dopo l’uscita del generale Vannacci e la conseguente delusione della Lega, proprio questo partito ha appena presentato una proposta di legge per introdurre il vincolo di mandato in costituzione.
Una nota delle Lega di Matteo Salvini propone di modificare l’articolo 67 della Costituzione in questo modo: “Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni con vincolo di mandato. I membri del Parlamento che, all’inizio del mandato o nel corso della legislatura, aderiscono ad un gruppo parlamentare che rappresenta un partito o movimento politico diverso da quello a cui appartenevano al momento dell’elezione decadono dal mandato parlamentare”.
I costituenti non avevano introdotto il vincolo di mandato in Costituzione per lasciare libertà agli eletti di uscire da un partito se, per esempio, ad un certo punto della legislatura ritenevano che quel partito non rispettasse le promesse elettorali o per motivazioni similari.
Tuttavia una volta gli elettori votavano le persone, mentre oggi votano i partiti. E’ una bella differenza. Un tempo chi entrava in parlamento ci entrava per meriti soprattutto propri, oggi ci entra soprattutto per merito del partito che lo ha candidato.
Proprio per questo motivo forse sarebbe più corretto, quando non si è più in linea con il partito o il movimento che ci ha fatto entrare in parlamento, restituire il seggio al partito. Ci risulta che solo Carlo Cottarelli lo abbia fatto, quando nel maggio del 2023 lasciò il gruppo PD al senato per divergenze con la segretaria Elly Schlein.
Introdurre il vincolo di mandato o reintrodurre la possibilità di votare i nostri rappresentanti?



